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Scrittori - Letterati - Poeti

GOBETTI Piero (1901-1926)

94eme divisione
mardi 23 septembre 2008.
 

Piero Gobetti nasce a Torino il 19 giugno del 1901, dove compie studi classici e quindi si iscrive all’università dimostrando, precocissimo, viva intelligenza e notevole interesse tanto per la scrittura che per la riflessione politica. Ammiratore del bolscevismo e di figure quali Lenin e Trotzky, diviene ben presto esponente di rilievo della sinistra più progressista e liberale ; fonda ed anima numerose riviste, tra cui vale la pena ricordare almeno la prima in ordine di tempo - "Energie Nove" - fondata quando ancora non era diciottenne e la ben più celebre "La Rivoluzione Liberale", cui collaborarono personalità del calibro di Luigi Sturzo, Antonio Gramsci, Gaetano Salvemini. L’attenzione e la curiosità generale verso questo giovane astro nascente della sinistra italiana gli valgono però anche le meno richieste attenzioni del governo fascista di Benito Mussolini, che vede in lui un "insulso oppositore" per usare le parole del Duce.

Viene arrestato in diverse occasioni, fino a quando, nel settembre del 1924, subisce una brutale aggressione ad opera di alcune persone individuate poi come squadristi. Espatriato in Francia, non si riprende tuttavia completamente dalle ferite procurategli, e muore a Parigi il 16 febbraio del 1926, a neppure venticinque anni.

La morte in giovane età, il suo rilevante contributo teorico e d’azione nei pur pochi anni della sua attività politica ed intellettuale in Italia, ne fanno ancora oggi una delle figure chiave ed emblematiche del cosiddetto "antifascismo" italiano e dei diversi partiti e movimenti che oggi ne raccolgono l’eredità.

La sua tomba è situata nella parte più elevata del Père-Lachaise, nel cosiddetto Plateau de Charonne, all’interno della divisione 94 e non lontano dalla tomba (oggi cenotafio) dei fratelli Nello e Carlo Rosselli. Sulla tomba, semplice e con un ampio spazio centrale ricoperto di sassolini e piccole pietre, si possono leggere, oltre alle date di nascita e di morte, una targa in ricordo della sua figura, posta per volontà del Comitato Nazionale per il centenario della nascita, ed una a firma del Presidente del consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana recante incisa in lingua francese una frase di Gobetti stesso : Mon language n’était pas celui d’un esclave (Il mio linguaggio non era quello di uno schiavo). Ogni anno la città di Torino invia una corona di fiori sulla tomba in ricordo del giovane esule.

Crédit photos : Annie-photos (APPL 2008)